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I Paesi Bassi stanno sviluppando un'alternativa Linux per la PA

Il governo olandese sta sviluppando DAWO – Digitaal Autonome Werkomgeving Overheid, un ambiente di lavoro digitale autonomo destinato alla pubblica amministrazione. E Linux, in questo progetto, è soltanto uno dei pezzi: alla base del sistema operativo c'è NixOS, ma intorno vengono costruiti servizi cloud, strumenti di collaborazione, gestione delle postazioni, identità digitale e componenti per l'intelligenza artificiale. Non è quindi ancora una “migrazione da Windows” della pubblica amministrazione olandese. È qualcosa di più interessante: un tentativo di costruire un'alternativa completa all'ecosistema tecnologico dal quale oggi molte amministrazioni dipendono.(...)

Non solo Linux: una piattaforma completa

DAWO nasce con un obiettivo preciso: creare una base digitale interoperabile e autonoma per le postazioni di lavoro della pubblica amministrazione.

Il progetto è un'iniziativa del Ministero olandese dell'Interno e dei Rapporti con il Regno, e il codice viene pubblicato sulla piattaforma governativa olandese. La documentazione ufficiale descrive DAWO come un insieme di componenti separabili e sostituibili, anziché come un prodotto monolitico legato a un unico fornitore.

La struttura comprende diversi livelli:

  • DAWO-NixOS, il sistema operativo;
  • DAWO-Sextant, per la gestione della flotta di dispositivi;
  • DAWO-Cloud, per l'infrastruttura cloud;
  • DAWO-IAM, per identità e accessi;
  • DAWO-AI, per i servizi di intelligenza artificiale;
  • strumenti per comunicazione e collaborazione, tra cui Mijn Bureau.

L'idea è significativa: non sostituire semplicemente il programma con cui si accende il computer, ma costruire un ambiente nel quale i diversi componenti possano essere sostituiti senza dover riprogettare ogni volta l'intera infrastruttura.

Perché proprio NixOS?

La scelta di NixOS è probabilmente l'aspetto tecnicamente più interessante del progetto.

NixOS è una distribuzione GNU/Linux particolare. Il sistema viene configurato in maniera dichiarativa: invece di descrivere soltanto una sequenza di operazioni da eseguire su una macchina, si definisce quale deve essere lo stato finale del sistema.

Questo approccio è particolarmente interessante quando bisogna gestire non uno, ma centinaia o migliaia di computer.

Una configurazione può essere descritta, verificata e riprodotta. Se una postazione deve essere ricostruita, l'obiettivo non è ripercorrere manualmente tutte le operazioni effettuate sull'originale, ma ricreare l'ambiente a partire dalla sua configurazione.

È una caratteristica che si sposa bene con un'amministrazione pubblica nella quale standardizzazione, tracciabilità e possibilità di ricostruire gli ambienti hanno un peso considerevole.

Il progetto olandese parla infatti esplicitamente di una base riproducibile per le postazioni di lavoro.

Dai primi esperimenti al progetto governativo

DAWO non è nato improvvisamente.

Nell'aprile 2026 quattro comuni olandesi – 's-Hertogenbosch, Zaanstad, Ede e Amsterdam – hanno iniziato una sperimentazione su piccola scala insieme alla Vereniging van Nederlandse Gemeenten, l'associazione dei comuni olandesi.

La sperimentazione riguarda una postazione Linux abbinata a MijnBureau, ambiente collaborativo open source sviluppato dal Ministero dell'Interno. Il progetto coinvolge anche SSC-ICT, il servizio ICT del governo olandese.

La prima fase è prevista fino alla fine del 2026 e serve soprattutto a raccogliere esperienza reale: capire come gli utenti lavorano con il nuovo ambiente, quali problemi emergono e quanto bene la nuova piattaforma riesca a integrarsi con i sistemi già esistenti.

Nel frattempo il progetto è cresciuto. Secondo la ricostruzione di Tweakers, l'iniziativa è ormai sostenuta a livello governativo e coinvolge i principali fornitori ICT dello Stato olandese. I primi test sono rimasti volutamente limitati: non c'è, al momento, una data per una sostituzione generalizzata di Windows.

Questo è un punto importante.

I Paesi Bassi non hanno abbandonato Windows.

Stanno verificando se sia possibile costruire e utilizzare su larga scala un ambiente alternativo.

Un'alternativa all'ecosistema, non soltanto al sistema operativo

La parte più interessante di DAWO è probabilmente proprio questa.

Cambiare sistema operativo è relativamente semplice da raccontare, ma molto più difficile da realizzare quando quel sistema operativo è inserito in un ecosistema fatto di posta elettronica, documenti, videoconferenze, autenticazione, gestione dei dispositivi, cloud, backup e applicazioni aziendali.

Per questo DAWO guarda anche agli strumenti che stanno sopra il sistema operativo.

MijnBureau, per esempio, integra componenti open source provenienti da progetti differenti. Il progetto olandese guarda inoltre alle esperienze europee di openDesk in Germania e La Suite in Francia, cercando di mantenere interoperabilità e possibilità di collaborazione fra iniziative nazionali.

È un modello molto diverso dal semplice “installiamo Linux sui PC”.

L'obiettivo è costruire una catena tecnologica nella quale i singoli elementi possano essere controllati, sostituiti e verificati senza dipendere necessariamente da un unico fornitore.

La questione della sovranità digitale

Dietro DAWO c'è naturalmente anche una questione politica, ma nel senso più ampio del termine: quanto controllo deve avere un'amministrazione sulle tecnologie dalle quali dipende?

Il governo olandese ha inserito il principio della sovranità digitale anche nel proprio accordo di coalizione 2026-2030, indicando l'obiettivo di ridurre progressivamente le dipendenze strategiche nelle infrastrutture cloud, nei dati e nei sistemi critici. Nel documento si parla esplicitamente di infrastruttura digitale europea, open source, sicurezza e riduzione delle dipendenze strategiche.

DAWO si inserisce quindi in una strategia più ampia.

Non significa che tutto debba essere sviluppato internamente nei Paesi Bassi. Al contrario, il progetto nasce proprio dall'idea di mettere insieme blocchi software aperti, sviluppati da comunità e organizzazioni differenti, mantenendo però la possibilità di sostituirli.

È una differenza fondamentale.

La sovranità digitale non significa necessariamente fare tutto da soli. Può significare anche essere in grado di cambiare componente senza dover ricominciare da zero o chiedere il permesso al fornitore.

Il vero test sarà l'uso quotidiano

La tecnologia, però, è soltanto una parte del problema.

Una pubblica amministrazione non può cambiare piattaforma semplicemente perché una nuova distribuzione Linux è tecnicamente interessante.

Ci sono applicazioni legacy, procedure consolidate, documenti, periferiche, sistemi di autenticazione, software specialistico e soprattutto persone che devono poter continuare a lavorare senza trasformare la migrazione in un problema operativo.

Ed è proprio per questo che la fase pilota è importante.

I quattro comuni coinvolti stanno utilizzando DAWO in condizioni reali, raccogliendo informazioni sugli utenti e sulle integrazioni necessarie con i sistemi esistenti. L'obiettivo dichiarato è capire quali gruppi di dipendenti possano essere portati per primi verso un ambiente produttivo e quali aspetti debbano essere ulteriormente sviluppati.

Non è quindi ancora possibile dire se DAWO diventerà la piattaforma standard dell'intera amministrazione olandese.

Ma è già possibile osservare che un'amministrazione pubblica nazionale sta affrontando il problema della dipendenza tecnologica costruendo un'alternativa concreta e sperimentandola sul campo.

NixOS come laboratorio per la PA europea

C'è infine un aspetto che rende il progetto particolarmente interessante anche fuori dai Paesi Bassi.

NixOS non è una distribuzione Linux tradizionale scelta semplicemente perché “è open source”. La sua filosofia di configurazione riproducibile introduce un modello di gestione che può essere particolarmente adatto a grandi flotte di computer. Se l'esperimento funzionerà, il risultato interessante non sarà soltanto avere alcuni PC governativi che utilizzano Linux. Sarà aver dimostrato che è possibile costruire una postazione di lavoro pubblica basata su componenti aperti, riproducibili e sostituibili, mantenendo contemporaneamente strumenti cloud, collaborazione, identità e gestione centralizzata. Ed è proprio questo che rende DAWO diverso dalle tante iniziative di migrazione a Linux che abbiamo visto negli anni.