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Ci risiamo: in Germania un Land passa a Linux e non solo

Il Land Schleswig-Holstein passa al software FOSSIl Schleswig-Holstein, un Land dell'estremo nord della Germania, migrerà tutte le proprie postazioni pubbliche a Linux, ma non solo, anche per l'Office Automation passerà al software libero adottando la Suite da Ufficio LibreOffice. Interessanti sono le motivazioni, un tassello in più che alcune amministrazioni pubbliche iniziano a comprendere: il fatto che il sistema operativo in uso da un dispositivo ormai non ha più nessuna importanza. (...)

Ogni tot qualche attenta amministrazione della cosa pubblica si accorge che sperperare soldi pubblici per essere alla "moda" è un controsenso, visto che questa moda è ormai vecchia, tecnicamente perdente e che vincola a un fornitore di servizi oltre agli uffici di ogni ordine e grado delle PPAA, anche i singoli cittadini, scuole, enti, etc che costretti ad avere a che fare con i formati chiusi e/o proprietari non sanno trovare un'alternativa efficace, sicura e i cui costi -quando ci sono- sono direttamente legati allo sviluppo delle funzionalità che la comunità di utilizzatori necessita.

Vediamo in sintesi i 5 motivi per cui oggi non ha più senso affidarsi a software e servizi proprietari o di cui non si ha il controllo:

  • diciamolo chiaramente, con il sistema operativo per il 99% degli utenti, nel 99% dei casi, non ci si ha a che fare se non per un doppio clic su qualche icona che fa partire un browser (lo so che l'OS qui non c'entra, ma l'articolo è User Centered :-) ) con cui si interagisce con dei software e servizi remoti come la posta via Webmail, con uno spazio di lavoro condiviso come il Cloud, una piattaforma di collaborazione come Mattermost, un software di video conferenza come Jitsi, etc.

  • oggi l'utente interagisce con le "interfacce" e queste hanno ormai tutte altissimi livelli di usabilità e funzionalità, e lo strumento utilizzato sempre più spesso (e in futuro ancora di più) è il browser (Chrome, Firefox, Brave, etc). Che ci si trovi ad usare Windows, MacOS, o GNU/Linux dal punto di vista della scelta tecnica è irrilevante, cambiano invece i costi di licenza, costi che per PPAA che gestiscono un parco macchine da centinaia di migliaia di postazioni è tutt'altro che irrilevante.

  • è ormai entrato a far parte del patrimonio condiviso di conoscenze delle Pubbliche Amministrazioni che le funzionalità utilizzate tutti i giorni nella quasi totalità degli uffici sono da anni disponibili in forma stabile e performante anche nella galassia dei software FOSS che in più hanno dalla loro il nativo ricorso a formati aperti e non vincolanti per i file prodotti. 

  • controllo sulla questione di obsolescenza forzata/programmata da parte dei produttori di sistemi operativi e software, che per introdurre funzionalità spesso per mere questioni di marketing, spingono l'utenza a dover cambiare i computer ogni 2/3 anni, con tutte le conseguenze che questo porta nei confronti dello smaltimento dei RAE e del consumo smisurato delle materie prime necessarie alla produzione di dispositivi elettronici. Il software FOSS proprio perché è software di comunità nato e gestito per/da queste permette una elastica configurazione anche delle risorse hardware richieste, permettendo di allungare di diversi cicli di vita la durata dei device che usiamo.

  • per far fonte alle questioni poste dalla pandemia da COVID19, tutti gli stati si stanno attrezzando per il rinnovamento digitale di tutti i processi lavorativi. Legarsi oggi a produttori di software e servizi closed o su cui non si ha il controllo, anche volendo, è un enorme errore strategico, che ci vincolerebbe agli stati d'animo dei fornitori di servizi in una sostanziale posizione di quasi-monopolio.

Ecco, vedremo quanto dovremo aspettare prima che anche in Italia le PPAA si facciano coraggio e si smarchino dal software proprietario, se non altro, almeno per essere alla moda :-)